“Un tè tra le stelle” di David M. Barnett

“Un tè tra le stelle” di David M. Barnett

Un tè tra le stelle: un titolo che fa sognare

Care amiche lettrici, cari amici lettori,

in seguito alla lettura dello splendido e poeticissimo libro di Ian Mc Ewan, “La ballata di Adam Henry”, ho deciso di optare per un libro più “leggero”, quindi ho scelto questo romanzo, ancora una volta scritto da un autore inglese. Ho acquistato il volume presso Ambasciatori di Bologna (la mia amata città) durante una fugace pausa pranzo. Chi è già stato qui, saprà che, insieme alla libreria, sono presenti un piccolo ristorante e un angolo ristoro, gestiti dal marchio Eataly. Confesso di essere stata enormemente attratta dal titolo e dalla copertina del libro, che mi hanno subito fatto immaginare di essere sotto un cielo, prendendo in prestito  le parole di  Domenico  Modugno, “trapunto di stelle”. Leggendo la sinossi, mi sono convinta che la storia avrebbe potuto essere fresca e  divertente. Perché uso il condizionale? Lo scoprirete dopo il breve riassunto della trama.

Un astronauta improvvisato e una famiglia disfunzionale

“Un tè tra le stelle” è la storia di Tom Major, un solitario perito chimico dall’infanzia infelice il quale, per un caso fortuito, si trova a diventare il primo uomo in viaggio verso Marte. Il nostro astronauta improvvisato, ormai famosissimo con il soprannome di Major Tom (come l’astronauta della canzone di David Bowie, Space Oddity)  entra per errore in contatto telefonico dallo spazio con Gladys, anziana affetta da demenza senile, a cui finisce per affezionarsi, dopo averla aiutata a ritrovare la via di casa (ricorrendo a Google Maps). Major Tom, scorbutico e segnato dagli eventi tragici della sua esistenza, il divorzio e la morte del fratello minore,  stringe amicizia con questa donna e la  sua famiglia, composta dai nipoti Ellie e James. La madre dei ragazzi è morta in un incidente, mentre il padre è in galera; Ellie, per evitare di essere data in affido e separata dal fratello,  è costretta a barcamenarsi  fra tre lavori per mantenere la famiglia e la paura che gli assistenti sociali scoprano la malattia degenerativa,  da cui è affetta la nonna.

“Tutte le famiglie felici sono simili tra loro, ma ogni famiglia stupida, pazzoide e disfunzionale è pazzoide stupida e disfunzionale a modo suo”, pensa Ellie seduta su una panchina fuori dalla banca per ripararsi dalla pioggerellina intermittente sotto qualche albero sparuto, nell’attesa di avvistare qualche famiglia felice”.

Un aiuto dallo Spazio

Nel momento in cui incombe la minaccia dello sfratto, per Gladys, Ellie a James l’ “aiuto dallo spazio”, rappresentato da Tom, si rivelerà provvidenziale. Dal canto suo, Thomas riuscirà, attraverso questo incontro, a fare i conti con i fantasmi del passato e a capire che “del prossimo c’è sempre bisogno”.

Quando Thomas riaggancia il telefono si sente…strano. Impiega un pò a riconoscere il formicolio alla base della nuca, l’effervescenza che gli circola nel cervello, il modo in cui la bocca si curva involontariamente all’insù. Sorprendendo persino se stesso, fa una capriola nell’angusto spazio dell’abitacolo. E’ soddisfatto di sé, si rende conto con stupore. Non sa come si risolveranno le cose – e neanche se si risolveranno, – eppure avverte una rinnovata determinazione. Qualcosa a cui Thomas Major non è abituato. Ha la sensazione che ci sia bisogno di lui. Di poter davvero fare qualcosa che sia utile a qualcuno.

Il romanzo di David M.Barnett è al di sotto delle mie aspettative

Il romanzo di Barnett parte da uno spunto, secondo me, molto accattivante, cioè l’idea di una fortuita comunicazione Spazio-Terra tra un astronauta che odia il mondo e una  famiglia problematica. E qui torniamo al motivo per cui ho usato il condizionale. La storia avrebbe potuto essere fresca e divertente, se. Se l’autore avesse evitato il ricorso a elementi narrativi, a mio modesto parere, non molto verosimili (vedi la Supernonna) e se l’autore avesse evitato alcune esagerazioni (che dire dell’esperimento finale di Major Tom), che fanno perdere incisività ad un romanzo altrimenti piacevole. Purtroppo, nonostante mi interessino molto le storie che trattano di questioni familiari e vicende personali, non posso fornire un giudizio completamente positivo su questo libro; non mi aspettavo un capolavoro, ma è come se la storia ad un certo punto “si affievolisse”, per concludersi in modo, per me, poco entusiasmante.

Un  libro per i fan di David Bowie

“Un tè tra le stelle” è  sicuramente un romanzo che piacerà ai fan di David Bowie, cantante preferito di Thomas e del quale viene spesso citata la bellissima canzone Space Oddity, (scritta propri nel 1969 in occasione del primo viaggio dell’uomo sulla Luna)ma anche le famose Life on Mars e Starman. Uno dei capitoli del romanzo si intitola proprio “11 gennaio 2016”, il giorno della morte del grande artista inglese.

There’s a starman waiting in the sky.

C’è un uomo delle stelle.

Ed è lassù che aspetta

Recensioni dolorose

Sinceramente ritengo che, per quanto dolorose, le recensioni negative siano talvolta necessarie. Non sono né un critico letterario né tantomeno ho mai scritto un romanzo, per cui le mie opinioni sono solo il frutto di un gusto personale e della mia esperienza con la lettura e non hanno la presunzione di essere un giudizio insindacabile o immutabile. Sono sicura che un libro che non è piaciuto a me, può essere invece bello per un’altra persona. Per tale motivo, sarei felice di ricevere nei commenti le vostre impressioni e i vostri feed-backs.

Arrivederci al prossimo post!

Scheda del libro

Titolo: ” Un tè tra le stelle”

Titolo originale: The longest ride

Autore: David M.Barnett

Anno di pubblicazione: 2018

Lingua originale: inglese

Edizione nella foto: Sperling & Kupfer

Genere: narrativa

Consigliato: no



2 thoughts on ““Un tè tra le stelle” di David M. Barnett”

  • Non ho letto questo libro è quindi non posso esprimere un parere sui suoi contenuti. Debbo dire però che non mi pare interessante ne la trama ne il suo sviluppo. Trovo inoltre discutibile l’uso storpiato della citazione tratta da Anna Karenina sulle famiglie infelici.

    • La trama poteva anche essere sviluppata in modo
      spiritoso, però la storia non “decolla” e, secondo me,
      in alcuni punti, è poco verosimile. Non lo consiglio, sinceramente.

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