“La perfezione non è di questo mondo” di Daniela Mattalia

“La perfezione non è di questo mondo” di Daniela Mattalia

“La perfezione non è di questo mondo”: il romanzo d’esordio di Daniela Mattalia, edito da Feltrinelli

Care amiche lettrici, cari amici lettori,

Ho da poco finito il primo romanzo dell’autrice Daniela Mattalia, “La perfezione non è di questo mondo”,  edito dalla Feltrinelli e comprato qualche tempo fa proprio sul sito della famosa libreria. Che dire a proposito di questo romanzo? Che mi è piaciuto? Che non mi è piaciuto? Come leggerete in seguito alla recensione, non sono rimasta folgorata dal libro della Mattalia, ma non posso dire che lo sconsiglio completamente. Non è un genere prettamente di mio interesse, ma ho deciso, ogni tanto, di uscire dalla mia comfort zone letteraria . 

Il romanzo è basato sulle vite di quattro personaggi, che abitano a Torino 

La trama del romanzo, ambientato a Torino, è basata sul racconto delle vite di quattro personaggi, che ovviamente finiscono per intrecciarsi le une con le altre. Olga, zitella, come lei stessa tiene a definirsi, è ricoverata all’ospedale Molinette per una frattura alla gamba e farà conoscenza con un uomo molto gentile, che però non è reale; nello stesso ospedale, Adriano, pensionato ottantaduenne, ritorna ogni giorno per incontrare il “fantasma” di Giulietta, l’amata moglie da poco deceduta. Gemma, libraia di trent’anni e volontaria il sabato mattina in un call-center per anziani, il Filo d’Argento, ha delle questioni in sospeso con la propria madre. Fausto, grafico di bell’aspetto e con una fidanzata perfetta, conosce  –  grazie all’intervento fortuito del suo bracco Archibald –  Gemma al parco  e si sente irrimediabilmente attratto da lei.

Cosa ci aspetta dopo la morte?

Il libro di Daniela Mattalia ruota attorno all’interrogativo su cosa ci aspetta, una volta che abbiamo lasciato questo mondo. Esiste un aldilà, un posto dove andiamo quando la nostra vita si spegne, oppure siamo destinati a rimanere come sospesi in un limbo, fino a quando chi ci ha amato non è in grado di staccarsi completamente dal nostro ricordo? Alla storia di Adriano che sentendosi solo dopo una vita in due non riesce a smettere di parlare con la moglie, anche quando lei non c’è più, e a quella di Olga e del fantasma di Ernesto, che della vita amava proprio il suo essere imperfetta, fa da contraltare la vicenda di Gemma e Fausto, che la vita invece l’hanno ancora tutta davanti a sé, ma non sentono di viverla nel modo giusto e consono ai propri desideri .

Una riflessione sul senso della vita

Che dire? Credo che ognuno di noi abbia riflettuto su cosa possa esserci dopo la morte, o in generale quale sia il senso della vita, cercando una spiegazione probabilmente affine alla propria educazione e al proprio credo religioso. Personalmente, non essendo una persona di fede, non riesco a concepire l’idea che esista un’aldilà, ma mi sono posta anche io la questione su cosa ci accade “dopo”. L’ho fatto concentrandomi non solamente su cosa possa esserci dall’”altra parte”, ma a quale, invece, possa essere la traccia da lasciare di noi nell’ “aldiqua”.In fondo, il nostro tempo è troppo breve per lasciare spazio alle cose non dette, come tra  Gemma e la madre, o per compiere delle scelte di cui poi pentirsi, come la convivenza di Fausto con Susanna.

“Senta, la verità è che mi sto cacciando in un casino. Davvero non sono più sicuro che Susanna sia…Lei è fantastica, davvero…in gamba, bella, ha tutte le qualità. Sta cercando una casa stupenda dove andare a vivere noi due e pure Archibald…lui però in terrazzo, anche se io non sono d’accordo. Ma questo non c’entra. Lei è l’ideale, è perfetta per un sacco di cose, dico sul serio.” “Ma non è perfetta per lei, giusto”

La perfezione non è di questo mondo, perché la vita è meravigliosa nel suo essere imperfetta

Nel dare un giudizio su questo libro, mi trovo un pò in difficoltà. Da un lato, essendo io una persona, in questo senso, abbastanza concreta e pragmatica, non ho immediatamente apprezzato il racconto sono poco incline a credere nei fantasmi. Inoltre, ho trovato la scrittura buona, ma forse un pò semplice, fresca sì, ma non molto incisiva. Tuttavia,  rileggendolo, mi sono accorta he non ho, nei confronti di questo libro, un’opinione realmente negativa. In fondo, come ho sottolineato precedentemente, la storia è un pretesto per compiere una riflessione, in fondo dolce, a tratti un pò ingenua, sul difficile momento in cui dobbiamo affrontare il decesso di qualcuno che amiamo o in cui noi stessi, con l’avanzare di una malattia o dell’età, dobbiamo confrontarci con questo triste, eppure inevitabile, argomento. I fantasmi, che vengono immaginati con tutti i vizi e i difetti che avevano da vivi.  forse, sono solo un modo per raccontare come sia difficile lasciare andare per sempre, senza preparazione e senza preavviso, chi fino al giorno prima era accanto a noi.

Divagare, distrarsi, divertirsi. Deconcentrarsi.
E come si fa? Si può dimenticare una preoccupazione, un contrattempo, un guaio. Ma dimenticare un’assenza, non percepire il vuoto che ti cammina accanto, non ascoltare il silenzio dove fino a poco tempo fa c’erano parole, una risata, un sospiro.
E come si fa.
Però aveva deciso di provarci.

Le visioni di Adriano ci spiegherebbero, quindi, solo la difficoltà di un uomo a cui manca la moglie e quelle di Olga, la paura di una donna di morire sola. La perfezione non è di questo mondo, perché la vita non è mai facile: è maldestra, sciocca, spesso ingiusta, ma meravigliosa nel suo essere imperfetta. L'”aldilà”allora, come in fondo ci fa capire l’autrice, proprio attraverso le parole di Adriano, non sarebbe bello immaginarlo come un prolungamento delle cose migliori che l’esistenza ci ha donato? 

Meglio accomodarsi su una nuvola ergonomica, un buon libro, Giulietta vicino a lui, Snap acciambellato ai piedi. Il benessere quotidiano prolungato all’infinito, proibito interromperlo, rubarlo, portarlo via”

Una lettura forse naive, ma piacevole e delicata

Concludo nel dire che, se inizialmente questo libro non mi era piaciuto, ho ritenuto di dargli una seconda chance. Trattandosi di un romanzo di esordio, probabilmente per quello, non mi sento di dare un giudizio eccessivamente drastico nonostante, come ho già sottolineato, non sia un titolo che possa inserire tra quelli da consigliare assolutamente. Ho trovato la narrazione talvolta un pò ovvia, naive in un certo senso, però è una lettura abbastanza gradevole, dai toni delicati.

Arrivederci al prossimo post.

Scheda del libro

Titolo: “La perfezione non è di questo mondo”

Autore: Daniela Mattalia

Anno di pubblicazione: 2017

Lingua originale: italiano

Edizione nella foto: Universale Economica Feltrinelli

Genere: narrativa

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