“Il censimento dei radical chic” di Giovanni Papi

“Il censimento dei radical chic” di Giovanni Papi

Care amiche lettrici, cari amici lettori,

oggi vi parlo di un libro che mi è stato consigliato da mia madre, ovvero “Il censimento dei radical  chic” di Giovani Papi.

La vendetta contro gli intellettuali 

Giovanni Prospero, illustre docente di storia e filosofia, viene picchiato a morte per aver citato Spinoza all’interno di un programma televisivo. Poco dopo, è la volta di Piergiorgio Pin, stimato insegnante di greco e appassionato di opera lirica, annegato a Treviso in circostanze misteriose. L’omicidio dei due uomini non può essere un caso isolato: sembra proprio che qualcuno abbia preso di mira gli intellettuali. La gente comune, quella che “non indossa maglioni di cachemire”, mormora che, in fondo, se la siano proprio cercata, con le loro pose affettate e lo stile da gauche caviar. 

“Certo che è una bella seccatura…” L’altra scosse la testa con tristezza. “Prima se la sono presa con i clandestini, poi con i rom, e poi è venuto il momento dei raccomandati e degli omosessuali, e ora si mettono ad attaccare gli intellettuali”…

Il censimento dei radicali chic 

La tensione è altissima e il Ministro (assimilabile alla figura di Salvini) istituisce, a furor di popolo, il “Censimento Nazionale degli Intellettuali e dei Radical Chic”, per proteggerli da chi ne minaccia l’incolumità. Gli ispettori del governo sono incaricati di ispezionare le case dei “sospetti intellettuali”, alla ricerca di libri o altri oggetti “incriminanti”, e di testarne la forbitezza del linguaggio. Sono sufficienti un congiuntivo usato correttamente, un paio di mocassini di camoscio o uno scialle afgano, per finire sulla “lista”, diventata ormai un mezzo di emarginazione di una casta, quella degli intellettuali, considerata pericolosa più che in pericolo.

“La sua tragica morte” sentenziò l’intellettuale noto per la sua genuinità,” dimostra che da quando si sono allontanati dal sentire del popolo, gli intellettuali non servono più a un cazzo. Da avanguardia sono diventati casta”. “Di mantenere i parassiti la gente ne ha pieni i coglioni”, commentó il direttore di un quotidiano.

Il controllo del libero pensiero

Il censimento, parallelamente all’istituzione dell’ “Autorità garante per la Semplificazione della lingua italiana”, si rivela essere un’astuta manovra politica per controllare la principale minaccia al populismo (o al fascismo): l’esercizio del libero pensiero. 

Sembrava che la cultura fosse diventata inganno e l’ignoranza innocenza

Papi si riallaccia alla tradizione della letteratura distopica per descrivere la società italiana contemporanea

Sul solco della migliore tradizione della letteratura distopica di Orwell e Bradbury, Papi ci pone di fronte ad una realtà trasfigurata, che funge da specchio crudele della società italiana attuale, sofferente per la mancanza di un punto di orientamento stabile, sia politico che di valori. Se da un lato chi ci governa fa leva sulle paure più grette, abdicando completamente a concetti quali lungimiranza e buon senso, nel grande talk show che è ormai la politica nostrana, dall’altro leggo una velata critica anche nei confronti della sinistra, incapace, almeno fino ad ora, di fornire una leadership compatta, in grado di contrastare la deriva populista e la mancanza di una “buona” politica. La cultura, così come i suoi esponenti di spicco, diventano, nel racconto di Papi, elementi potenzialmente “sovversivi” da schedare, per arginare il contagio di idee e opinioni fuori dal coro.

“Lei lo sa perché gli intellettuali sono così importanti?”. Lo psicologo non lo sapeva, ma sapeva che era una domanda retorica e non doveva rispondere. “E lo sa perché sono pericolosi?”. Lo psicologo non aveva mai pensato che potessero esserlo. La voce flautata del ministro cominciò a girare per la stanza: “Perché l’emozioni sono facili, elementari. Se impari i trucchi le puoi governare, mentre i pensieri rimangono liberi, vanno dove dicono loro e complicano le cose. Dove comanda la ragione, la statistica muore”.

Un libro che fa riflettere sul ruolo degli intellettuali 

Vi consiglio di leggere questo libro, ironico e terribilmente vero, per riflettere sui risvolti della politica contemporanea, quella politica che si propone come “nuova”, ma che di nuovo non ha nulla, se non i mezzi con cui comunica. Ci fa pensare molto anche a quello che dovrebbe essere, in fondo, il ruolo primario di un intellettuale all’interno di una società. Egli dovrebbe essere ciò che Socrate era per l’Atene del V secolo::“ il tafano che punge il cavallo”, cioè quella figura che incita alla riflessione e all’autocritica, alla conoscenza e al dialogo e che mira al miglioramento del “benessere culturale”, e della qualità della vita in generale, dei cittadini.

“Ci ho pensato molto, sai. Non è vero che gli intellettuali non servono a niente”. “Ah, no? E a che cosa servirebbero?”. “ A sentirsi meno soli” (…)“ Che cosa c’entra la solitudine?” (…)”Le cose dentro i libri dimostrano che le cose dentro le persone si assomigliano”.

Alla fine del romanzo, sulla falsariga di Farenheit 451 ( plagio o citazione?), i radical chic memorizzano una parola ciascuno, tra quelle abolite, per far sì che non vengano dimenticate.

“Io ho scelto tumulento, vuol dire “ubriaco”. Tu, che parola vuoi essere?”

Al pari delle parole, anche le conquiste civili  e politiche, che ci sembrano ormai scontate e intoccabili, sono invece effimere; se non le proteggiamo, lottando per riconfermarle ogni giorno, il passo per perderle è molto breve.

Scheda del libro

Titolo: “Il censimento dei radical chic ”

Anno di pubblicazione: 2018

Autore: Giovanni Papi

Lingua originale: italiano

Edizione nella foto: Narratori Feltrinelli ( E-book)

Genere: Narrativa

Consigliato:

 



1 thought on ““Il censimento dei radical chic” di Giovanni Papi”

  • Sono contenta di averti consigliato questo libro terribilmente vero e attuale. Dietro l’ironia si leggono le profonde paure che molti di noi nutrono nei confronti di questo tempo dell’odio e e della paura. Brava non potevi fare una analisi migliore e più approfondita.

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